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    September 13

    settant'anni fa....

    Settant’anni fa la Germania nazista dava inizio all’assalto all’Europa e al mondo. Le giornate comprese fra il 26 agosto 1939 (data di scadenza dell’ultimatum tedesco al governo polacco) e il 31 sono state definite «decisive» per la storia dell’umanità. In quelle ore prese forma quel conflitto che, nato come guerra-lampo, finì in realtà dopo sei anni e fu, con 55 milioni di morti, il più grande massacro della storia. Ma la guerra non fu decisa la notte fra il 30 e il 31 agosto, allorché Ribbentrop ricevette l’ambasciatore britannico a Berlino, Henderson, coprendolo di ingiurie tali da provocargli una reazione consimile (ma subito dopo Henderson informò Londra di avere trovato «qualche cosa d’accettabile» nel memorandum tedesco sulle rivendicazioni verso Danzica e la Polonia). Ad accendere la miccia non fu neppure il rifiuto di Ribbentrop, nel pomeriggio del 31 agosto, di ricevere l’ambasciatore polacco Lipsky che intendeva esperire un estremo tentativo di accomodamento.

    Le origini della guerra venivano da lontano. Vanno ascritte da un lato ai caratteri del regime nazista e alla sua politica espansionistica e dall’altro all’incapacità delle democrazie occidentali di dar vita ad un’alleanza atta a fermare la macchina da guerra hitleriana (solo Churchill e l’esule Trotsky, pur da versanti politici diametralmente opposti, avevano previsto con profetica lungimiranza che il nazismo al potere avrebbe minacciato di travolgere la civiltà). L’aiutante del Fuhrer, Hossbach, ha conservato il resoconto della riunione del 3 novembre 1937 nella quale Hitler — presenti il ministro della Guerra, il ministro degli Esteri e i più alti capi militari — aveva annunciato che «la razza germanica» aveva diritto ad uno «spazio vitale più grande che non gli altri popoli» e che soltanto la guerra avrebbe potuto risolvere la questione. Da quel momento l’azione politica tedesca si configura come una catena di mosse studiate allo scopo di preparare psicologicamente al conflitto e ad innescarlo. Neppure l’ascesa di Hitler al potere, nel ‘33, aveva sanato la frattura tra l’Occidente e l’Urss, prodotto del «cordone sanitario» istituito per bloccare l’espansione della Rivoluzione d’Ottobre, e quella frattura non fu superata nemmeno in fase prebellica.

    All’annessione dei Sudeti da parte di Hitler nel 1938, cui seguì la mobilitazione dell’esercito da parte del pacifico governo di Praga, aveva fatto riscontro l’incredibile silenzio di Francia e Inghilterra. Monaco avrebbe messo a nudo l’incapacità degli anglo-francesi di fronteggiare la politica hitleriana: a pagare lo scotto della capitolazione fu ancora una volta la Cecoslovacchia, smembrata e occupata militarmente dai tedeschi nel marzo 1939. Un mese dopo l’Italia occupa l’Albania, mentre il governo tedesco passa a rivendicare il territorio di Danzica. La firma del Patto d’acciaio fra Hitler e Mussolini che mira a stabilire la comunanza dei destini dei due Paesi in guerra, a prescindere dal fatto che uno dei due Paesi possa non aver interesse all’eventuale conflitto, è un ulteriore passo verso la catastrofe: interviene mentre l’Inghilterra risponde alle minacce alla Polonia offrendo assistenza al governo polacco in esilio.

    Il 23 agosto una notizia scuote il mondo: la Germania e l’Unione Sovietica hanno firmato un patto di non aggressione. Hitler intende mettersi al sicuro da un eventuale attacco a oriente e iniziare il conflitto nelle condizioni più favorevoli. Stalin, nel suo machiavellismo, mira ad ingrandimenti in Polonia, mentre s’illude di aver neutralizzato la Germania.

    Lascerà sguarnite le frontiere in Ucraina, sicché quando il telegrafista dell’esercito russo, il 22 luglio 1941, comunicherà a Mosca che la Wehrmacht ha varcato i confini dell’Urss, il dittatore georgiano ne chiederà la punizione: è convinto si tratti di uno scherzo!

    Alle ore 12,30 del 31agosto 1939, Hitler firma l’ordine di applicazione del «piano bianco», l’ordine di attacco alla Polonia. Nella notte successiva un gruppo di criminali comuni tedeschi, guidati dalla SS Naujoks, travestiti da soldati polacchi, assalgono la radio tedesca di Gleiwitz, secondo il piano approntato fin dalla primavera sotto la direzione di Heydrich: tutti i falsi aggressori saranno eliminati e il solo superstite, Naujoks, narrerà a Norimberga lo svolgimento della «provocazione».

    Alle 4,45 del 1° settembre la Wehrmacht supera il confine polacco, mentre l’incrociatore «Schleswig-Holstein», all’ancora nel porto di Danzica, apre il fuoco sulla città, Nello stesso giorno Hitler assicura al Reichstag che “non farà la guerra contro le donne ne i bambini, ma l’aviazione limiterà gli attacchi ai soli obiettivi militari». Non sorprende che solo il 3 settembre i governi francese e inglese — obbligati dalle circostanze a rispettare le promesse — si decidano a dichiarare guerra alla Germania.

    Le operazioni belliche in Polonia rivelano un tipo nuovo di strategia, il «Blitzkrieg», la guerra lampo, fondata sull’azione massiccia e combinata, di divisioni corazzate, aviazione e fanteria motorizzata. Prima che le armate polacche, inferiori per numero e per armamento, possano organizzare una difesa, aeroporti, nodi ferroviari e stradali, fabbriche, ossia i centri nevralgici del sistema difensivo, sono messi fuori uso da bombardamenti aerei, cui seguono fulminee avanzate delle divisioni mobili. Il 18 settembre i russi occupano una parte del territorio polacco, forti del Patto che prevedeva la restituzione all’Urss dei territori conquistati dalla Polonia nella guerra del 1920, fino alla cosiddetta Linea Curzon.

    Sul fronte occidentale l’esercito francese disposto nelle fortificazioni della Linea Maginot di fronte all’opposto e consimile sistema di fortificazioni tedesco, la Linea Sigfrido, resta sulla difensiva, mentre la Polonia viene annientata. Tre settimane è durata la sua resistenza.

     

     

    Settant'anni fa il, 28 gennaio 1939, moriva a Roquebrune - Cap - Martin il poeta e drammaturgo Irlandese William Butler Yeats.Era nato a Dublino nel giogno del 1865.Nel 1923 aveva vinto il Nobel per la letteratura.

     

    IL VENTO FRA I ROSETI

     

    Egli desiderava i vestiti del cielo

    Io ho ricamato i vestiti del cielo,

    avvilupando con la luce d'oro

    e d'argento,

    il blu e l'opaco e l'oscuro tessuto

    della notte e il chiarore

    e il mezzo chiarore,

    avrei voluto stendere il vestito

    sotto i tuoi piedi:

    ma, essendo povero, ho solo

    i miei sogni;

    cammina con passo leggero

    perchè tu cammini su i miei sogni.

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